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Istituto per la Mediazione Civile

L’IS.ME.C. viene costituito il 28 aprile 2014, ai fini di promuovere ed accreditare la cultura giuridica delle soluzioni alternative alla giustizia ordinaria e svolgere attività di formazione, aggiornamento e diffusione dei sistemi di risoluzione extragiudiziale delle controversie.
I metodi alternativi di risoluzione delle controversie possono permettere di risolvere le difficoltà grazie all'intervento di una terza persona neutrale e qualificata. Essi sono designati con l'acronimo ADR (Alternative Dispute Resolution) e si presentano sotto diverse forme.
Si possono distinguere tre tipologie di ADR in funzione del ruolo svolto dal terzo nel processo di risoluzione della controversia: il terzo aiuta le parti a cercare un accordo, senza tuttavia assumere una posizione formale sull'una o l'altra soluzione da dare eventualmente alla controversia; il terzo trova lui stesso la soluzione che poi presenta alle parti; Il terzo, in funzione di "arbitro", adotta una decisione vincolante per risolvere la controversia.

I vantaggi:
  • Economicità: i costi sono nettamente inferiori a quelli della giustizia ordinaria e sono stabiliti per legge.
  • Celerità: la mediazione si risolve in pochi incontri, perché la legge prevede che la durata dell’intero procedimento non sia superiore a 90 giorni. L'arbitrato, invece, deve concludersi entro 240 giorni dal deposito della domanda.
  • Efficacia: l’accordo/lodo  è vincolante tra le parti che lo sottoscrivono.
  • Esecutività: il verbale di accordo, sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati o omologato in Tribunale, ed il lodo costituiscono titolo esecutivo.
  • Autonomia: le parti, nel caso di mancato accordo, possono adire al giudice ordinario.
  • Esenzioni: tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura. Inoltre, il verbale di accordo, che pone fine al procedimento conciliativo, è esente dall’imposta di registro entro il limite del valore di € 50.000,00.
  • Credito d’imposta: la legge prevede la detraibilità dei costi della Mediazione dalla dichiarazione dei redditi fino ad un massimo di € 500,00.
  • Gratuito patrocinio: quando è condizione di procedibilità della domanda, all’organismo non è dovuta alcuna indennità dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al gratuito patrocinio, nel caso il richiedente abbia un reddito imponibile inferiore, attestato dall’ultima dichiarazione, ai € 10.628,16.